Il Biotestamento, è legge

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Il Biotestamento, è legge. Il Senato ha dato il via libera alla legge approvata alla camera il 20 Aprile scorso. Ad essere tutelata l’ autodeterminazione del paziente. Possibile passo avanti nella tutela della dignità della persona.

La legge che regola il fine vita è stata approvata con 180 si, 71 contrari e sei astensioni.
A contribuire, l’insolita maggioranza di sinistre e movimento cinque stelle. Particolarmente contenti i radicali. Contrari i forzisti, la Lega e i centristi.

Al centro la volontà del paziente. La legge permette altresì al medico di decidere laddove non fossero certi gli scenari. Benchè ci sia chi la considera censurabile sia dal punto di vista etico, sia dal punto di vista della deontologia del medico, quando ad essere tutelata è la libertà dell’individuo, impossibile non riconoscere il passo in avanti in termini di diritti. Una legge che non sancisce il non attaccamento alla vita ma gli conferisce maggior valore e dignità. Poter scegliere diventa la chiave.

COSA PREVEDE?

IL CONSENSO INFORMATO. I trattamenti sanitari potranno essere somministrati esclusivamente previo consenso libero e informato del paziente. Per i minori,«il consenso è espresso dai genitori esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore o dall’amministratore di sostegno, tenuto conto della volontà della persona minore». Il consenso può essere documentato in forma scritta, attraverso videoregistrazioni o per le persone con disabilità, attraverso dispositivi che lo consentano.

POSSIBILE STOP A NUTRIZIONE O IDRATAZIONE ARTIFICIALE. Equiparati a trattamenti sanitaria sarà possibile per i pazienti, maggiorenni e in grado di intendere e volere, deciderne l’interruzione della somministrazione o il rifiuto.

ABBANDONO DELLE CURE E OBIEZIONE DI COSCIENZA PER I MEDICI. Il paziente ha il diritto di abbandonare la terapie. Il medico può rifiutarsi di “staccare la spina”. Nell’ambito della stessa struttura sanitaria il malato potrà rivolgersi ad altro medico.

DIVIETO DI ACCANIMENTO TERAPEUTICO E SEDAZIONE PROFONDA. Il medico, per alleviare le sofferenze del paziente, deve sempre garantirgli una terapia del dolore e l’erogazione delle cure palliative. “Nei casi di paziente con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte – si legge nell’articolo 2 – il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure e dal ricorso a trattamenti inutili o sproporzionati”.

LE DISPOSIZIONI ANTICIPATE DI TESTAMENTO. Previa acquisizione di adeguate informazioni mediche, una persona maggiorenne e capace di intendere e di volere,  può, attraverso disposizioni anticipate di trattamento (dat), esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, compresi il consenso o il rifiuto a idratazione e nutrizione artificiali. Ciò in previsione di una futura incapacità di autodetermiarsi. Le Dat, sempre revocabili, sono vincolanti per il medico, che per questo è “esente da responsabilità civile e penale”. Fanno eccezione i casi in cui sono “palesemente incongrue”.

PIANIFICAZIONE CONDIVISA DELLE CURE. Il medico è tenuto ad attenersi a una pianificazione condivisa delle cure che può essere realizzata con il paziente rispetto all’evolversi delle conseguenze di una patologia cronica e invalidante.

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Ho 28 anni. Sono laureata in Sociologia. Penso di poter scrivere il mio futuro anziché subirlo passivamente. Sono stata impegnata nel sociale in veste di assessore e educatrice di comunità per minori. Ora scrivo per 4ever Magazine, la vetrina di quanto sul nostro territorio merita di essere valorizzato. "Scrivendo comunico ciò che è profondo"

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