Cure per i malati terminali: un seminario

0
19
Medics

Cure palliative per i malati terminali: se ne è discusso a Capua nella Casa di Cura Villa Fiorita.

Le cure da destinare ad un malato terminale, la relativa fisiopatologia del dolore e le questioni relazionali con i familiari sono temi e argomenti delicati e Villa Fiorita liha scelti per metterli al centro di un seminario tecnico – scientifico.

Malati terminali: un pianeta complesso di relazioni

A parlarne, Luigi Ievoli, Responsabile Hospice Villa Fiorita, Silvestro Sangiovanni, Responsabile Medico Hospice Villa Fiorita e Marilena Mone, psicologa.

I relatori hanno approfondito le problematiche connesse ai metodi di applicazione della terapia del dolore all’interno di una casa di cura laddove è necessario assicurare efficaci risposte ai familiari dei malati terminali.

Il proposito dell’iniziativa è stato quello di sviluppare la conoscenza dell’operatività di una struttura sanitaria della quale, in provincia di Caserta, non sono ancora ben note le tecniche e le terapie messe in campo a favore dei pazienti non guaribili.

Le cure palliative

Al centro del dibattito i principi ispiratori e gli obiettivi delle cure palliative, i pregressi riferimenti storici della terapia, i suoi modelli attuativi più significativi ed innovativi.

Analizzare e conoscere le caratteristiche cliniche per individuare un malato terminale – ha spiegato il dottore Ievoli- necessita di approfondimenti utili a costruire il percorso fisiopatologico necessario per classificarlo pre-terminale o terminale, neoplastico e non.

Parlano gli esperti

Il dottor Sangiovanni, di seguito, ha sottolineato l’indispensabilità di una diagnosi esatta dei processi di exitus del paziente cronico terminale e di inquadramento del dolore nel paziente neoplastico e non, sotto il profilo neurologico e biologico generale, avendo esperienza dei meccanismi farmacologici dei farmaci analgesici e delle tecniche relative di somministrazione.

La psicologa Mone, invece, ha illustrato le tecniche utili a distinguere e utilizzare l’informazione, la comunicazione, le modalità differenti di relazione con i pazienti e i loro familiari, i medici, i paramedici.

CONDIVIDI
Ho 28 anni. Sono laureata in Sociologia. Penso di poter scrivere il mio futuro anziché subirlo passivamente. Sono stata impegnata nel sociale in veste di assessore e educatrice di comunità per minori. Ora scrivo per 4ever Magazine, la vetrina di quanto sul nostro territorio merita di essere valorizzato. "Scrivendo comunico ciò che è profondo"

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here